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Era
nato il 20 febbraio 1909 con la pubblicazione su “Le Figaro” del primo
manifesto da parte del poeta Filippo Tommaso Marinetti. Questo
movimento ebbe inizio nel campo letterario ma presto si estese anche
alle arti visive. |
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Il
Futurismo non solo è stato un movimento d’avanguardia di straordinaria
importanza per la sua epoca e di grande influenza nell’ambito del
Dadaismo, del Costruttivismo russo e del Surrealismo ma anche punto di
riferimento per i postulati dell’arte degli anni sessanta, avendo
proposto, in modo deliberato e militante, interventi in favore della
modernità nelle arti visive, in letteratura, musica, teatro, cinema,
politica, pubblicità, moda e persino cucina.Una grande quantità di
pubblicazioni, specialmente di manifesti, resero il futurismo
internazionale. . Tra le manifestazioni caratteristiche vi erano
inoltre le “serate futuriste”: azioni provocatorie somiglianti a comizi
che si svolgevano nei teatri e nei caffè e che spesso finivano in risse
e tumulti, vere e proprie battaglie tra i futuristi e il pubblico.
Specie dopo la fine della seconda guerra mondiale, a causa dei suoi
stretti rapporti col fascismo, il futurismo fu criticato e svalutato
nella sua importanza per la sua epoca e per le influenze successive. |
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Il Primo Futurismo |
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Opera esposta al Mart Balla, Le mani del violinista La concezione dinamica di Balla sulla rappresentazione analitica e ritmica delle fasi successive di spostamento delle dita, attraverso la ripetizione delle parti in movimento è qui chiaramente rappresentata. Secondo Balla gli oggetti si muovono in rapporto allo spazio e alla permanenza dell’immagine nella retina e alla conseguente percezione simultanea. |
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Dinamismo di un cane al guinzaglio,1912 Londra, The Tate Gallery ![]() |
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'Il nostro futurismo alla prova internazionale' è pertanto il titolo delle prime sei sale |
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| Opera esposta al Mart Nel Manifesto del Futurismo (1909) si dichiarava che un’automobile da corsa era “più bella della Nike di Samotracia e che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. Balla in Vortice (1914) e Velocità di motocicletta (1915)con l’immagine visiva analitica dà l’idea psicologica del moto, i segni indicano velocità e dinamismo, la percezione è più rapida della parola e il concetto del dinamismo coincide con la mentalità dell’uomo moderno. Spazio e movimento diventano i protagonisti delle sue opere e “il moto e la luce distruggono la materialità dei corpi”. |
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Gino Severini Abitò
a Parigi dal 1906, avvicinandosi alla pittura francese e in special
modo al Cubismo. I soggetti tipici dei suoi quadri futuristi sono
l’ambiente colorito e luminoso, allegro dei caffè e delle sale da
ballo. Per esempio in Ritmo plastico del 14 luglio (1913) , il moto, la
luce i colori distruggono la materialità dei corpi e la realtà parigina
viene percepita in modo astratto, con contrasti di colori per lo più
compatti. Alla foga di Boccioni e alla densità di Carrà, Severini
sostituisce il brio, la leggerezza, l’eleganza e la bellezza. |
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| Opera esposta al Mart Severini, Ritmo plastico del 14 luglio, 1913 L’emozione in quest’opera ci viene comunicata in forma indiretta, in termini musicali, di ritmo e coloristici, In termini di analogia: la città di Parigi, i cafe, profumato mazzo di fiori ![]() |
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| Opera esposta al Mart Gino Severini, Il treno Nord-Sud, 1912, Milano,Brera La
città moderna con i suoi ponti, strade, treni, stazioni, per i
Futuristi, è il luogo dove si realizza la velocità. Un posto importante
nella scena spetta alla parola, che sotto forma di lettera
dell’alfabeto o d’insegna, agisce come attimo di memoria visiva nel
movimento continuo della città. ![]() |
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| Boccioni,
1913, Forme uniche nella continuità dello spazio - copia fotografica
(originale in bronzo. New York, The Museum of Modern Art Le forme sono tutte compresse in un nodo solido e compatto dal quale emergono scattanti come pinne lacerti lucidi e sguscianti, come animali marini. Simbolicamente è l’uomo moderno il cui corpo è trasformato dalla velocità in una forma aerodinamica. Tale forma diventa tipica dell’epoca, anche se Boccioni sceglie un’astrazione che non cancella il soggetto. Longhi scrive che: “La scultura futurista di Boccioni preannuncia il ritorno all’ordine Novecentesco del dopoguerra”. ![]() |
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