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Corsi di recupero

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Docente: prof. Francesco Napoli

Il 15 dicembre 2002 è stato inaugurato il Mart di Rovereto, cittadina di 33 mila abitanti, dove nacque mezzo futurismo italiano, un pezzo della corrente Novecento e del razionalismo in architettura. In questa città cerniera dell’Impero austro-ungarico c’è una Biblioteca civica fondata nel 1764 che possiede 370 mila volumi e ha 160 mila utenti l’anno. Col Mart, il primo museo d’arte moderna in Italia, dopo il museo Pucci di Prato del 1988, assieme all’Università, i centri di ricerca e il turismo culturale, è l’intero trentino che si rinnova. Oltre 300 opere, da Segantini ai minimalisti Usa e il Novecento visto come rete di contaminazioni incrociate, permettono un viaggio fatto di tante tappe. Ogni stanza ha un titolo curioso e coinvolgente, come per esempio ‘Dipingere i rumori’, ‘Del diventar selvaggi’, ‘L’età della luna’, ‘Io, il mondo, le cose e la vita.’



Ogni stanza ha il suo ‘tableau drapeau’, l’opera bandiera che nei Salons parigini indicava il quadro al centro di una parete, il punto dove ogni sguardo si doveva fermare. Si tratta quindi di un viaggio dentro il Novecento.

Il Novecento, nei Manuali di storia dell’Arte coincide, di solito, con il Salon parigino del 1905, inaugurato dai Fauves (belve), dai colori forti di Matisse e compagni e nel 1907 da Picasso (Demoiselle d’Avignon) e dal Cubismo.

Un viaggio nel XX secolo che, con sorpresa, comincia nel XIX e parte dall’Italia (dal Trentino) e non dalla Francia. Infatti accanto a Segantini: “Primavera delle Alpi”, ci sono due sculture di Medardo Rosso: ‘Carne altrui’ 1883, ‘Bookmaker ‘1894.

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